Preparazione di campioni biologici durante un'attività di ricerca scientifica in laboratorio da parte di un professionista sanitario.

Perché collaborare è parte della ricerca scientifica

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Mucuna pruriens e malattia di Parkinson: il mio primo studio scientifico

5 Agosto 2026

Mucuna pruriens e malattia di Parkinson: dove è iniziato tutto

Ogni progetto ha un punto di partenza. Il mio, almeno dal punto di vista della ricerca scientifica, è iniziato durante il percorso universitario in Erboristeria, quando frequentavo l’Unità Operativa di Neurologia del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna.

In quel periodo alcuni pazienti affetti da malattia di Parkinson assumevano autonomamente un integratore alimentare a base di Mucuna pruriens, una pianta utilizzata da secoli nella medicina ayurvedica e naturalmente ricca di L-Dopa, il principale precursore della dopamina impiegato anche nella terapia farmacologica della malattia.

L’utilizzo contemporaneo dell’integratore e della terapia prescritta rendeva però più complessa la gestione clinica dei pazienti, perché la presenza di L-Dopa di origine vegetale poteva modificare la risposta ai farmaci tradizionali.

Fu in quel momento che nacque l’idea della mia tesi di laurea: mettere le competenze dell’erborista al servizio del medico e contribuire a chiarire un problema reale attraverso un approccio scientifico.


Dalla tesi di laurea alla pubblicazione internazionale

Quel progetto rappresentò molto più di una semplice tesi universitaria. Costituì il primo passo di un percorso che ancora oggi guida il mio modo di intendere l’erboristeria: unire botanica, fitochimica, farmacologia e ricerca clinica.

Lo studio venne sviluppato in collaborazione con neurologi, farmacologi e chimici e si concluse con la pubblicazione internazionale sulla rivista Clinical Neuropharmacology e con la presentazione di un poster scientifico al Congresso LIMPE del 2014.

Fu una conferma importante: la collaborazione tra professionisti appartenenti a discipline differenti permette di ottenere risultati che nessuna figura potrebbe raggiungere lavorando da sola.


Che cos’è la Mucuna pruriens?

La Mucuna pruriens L. appartiene alla famiglia delle Fabaceae ed è una pianta rampicante originaria delle regioni tropicali dell’Asia, dell’Africa e delle Americhe.

È conosciuta soprattutto perché i suoi semi contengono quantità naturalmente elevate di L-Dopa, sostanza che nell’organismo viene trasformata in dopamina. Proprio per questa caratteristica viene utilizzata da secoli nella medicina ayurvedica e negli ultimi decenni ha attirato un crescente interesse da parte della ricerca scientifica occidentale.

È importante ricordare, tuttavia, che la presenza di L-Dopa rende questa pianta biologicamente attiva e potenzialmente capace di interferire con le terapie farmacologiche. Per questo motivo il suo impiego richiede sempre particolare attenzione e non dovrebbe essere affrontato con il semplice “fai da te”.


L’obiettivo dello studio

Lo scopo della ricerca era determinare con precisione la quantità di L-Dopa presente sia nei semi di Mucuna provenienti da differenti aree geografiche sia negli integratori alimentari commerciali utilizzati dai pazienti.

L’analisi quantitativa dei campioni avrebbe permesso di comprendere quale fosse la reale dose assunta e di interpretare meglio i risultati osservati durante lo studio clinico di farmacocinetica e farmacodinamica condotto presso il Centro Disordini del Movimento del Policlinico Sant’Orsola-Malpighi.


Le analisi di laboratorio

Per determinare il contenuto di L-Dopa ho eseguito le analisi presso i laboratori chimici dell’Orto Botanico dell’Università di Bologna utilizzando la cromatografia liquida ad alte prestazioni (HPLC), una delle metodiche analitiche più affidabili per la determinazione quantitativa dei principi attivi.

Prima dell’analisi i campioni sono stati preparati, estratti, concentrati e purificati seguendo procedure standardizzate, in modo da ottenere risultati riproducibili e confrontabili.

Sistema HPLC (cromatografia liquida ad alte prestazioni) utilizzato per determinare la concentrazione di L-Dopa nei semi e negli estratti di Mucuna pruriens durante lo studio scientifico.

La preparazione dei campioni rappresenta una fase fondamentale del lavoro analitico. Ogni estratto vegetale deve essere trattato con attenzione affinché il principio attivo possa essere determinato senza alterazioni.

Vial contenenti campioni di semi ed estratti di Mucuna pruriens preparati per la determinazione quantitativa della L-Dopa mediante cromatografia HPLC.

Durante lo studio sono stati utilizzati anche evaporatori rotanti e sistemi di concentrazione sotto vuoto per preparare gli estratti destinati alle successive analisi cromatografiche.

Evaporatore rotante impiegato per concentrare gli estratti di Mucuna pruriens durante la preparazione dei campioni destinati alle analisi di laboratorio.
Sistema SpeedVac utilizzato per concentrare i campioni vegetali sotto vuoto prima delle analisi cromatografiche eseguite nello studio sulla Mucuna pruriens e la malattia di Parkinson.

I risultati

Le analisi hanno confermato la quantità di L-Dopa presente nell’integratore commerciale assunto dai pazienti e hanno evidenziato come il contenuto del principio attivo possa variare nei semi provenienti da differenti aree geografiche.

Lo studio ha inoltre confermato la presenza di altre sostanze naturalmente contenute nella pianta che potrebbero contribuire agli effetti complessivi osservati durante l’assunzione della Mucuna pruriens, aprendo interessanti prospettive di ricerca.

I dati ottenuti sono stati successivamente utilizzati nello studio clinico che confrontava la Mucuna pruriens con le formulazioni tradizionali di levodopa impiegate nella terapia della malattia di Parkinson.


Cosa mi ha insegnato questa esperienza

Al di là dei risultati scientifici, questo progetto mi ha lasciato una convinzione che ancora oggi guida il mio lavoro.

Le piante officinali non devono essere considerate semplici rimedi naturali privi di effetti biologici. Al contrario, sono sistemi estremamente complessi che possono offrire grandi opportunità ma che richiedono competenze specifiche, metodo scientifico e collaborazione tra professionisti.

L’erborista, il medico, il farmacologo, il biologo e il chimico non lavorano in competizione, ma possono contribuire insieme alla costruzione di una medicina sempre più integrata, sicura e basata sulle evidenze.


Una ricerca che continua

Quello sulla Mucuna pruriens è stato il primo studio scientifico al quale ho avuto il privilegio di contribuire, ma ha rappresentato soprattutto l’inizio di un percorso professionale che continua ancora oggi.

Credo che il futuro della fitoterapia non risieda nello scontro tra medicina convenzionale e rimedi naturali, bensì nella loro integrazione attraverso una ricerca rigorosa, etica e multidisciplinare. Solo così sarà possibile valorizzare il patrimonio rappresentato dalle piante officinali offrendo ai pazienti informazioni corrette, prodotti di qualità e un utilizzo realmente consapevole.


Pubblicazione scientifica

Passini A., Guarino M., Contin M. et al.
Mucuna pruriens in Parkinson’s disease: a kinetic-dynamic comparison with levodopa standard formulations.
Clinical Neuropharmacology.


🎓 Tesi di Laurea in Erboristeria – Università di Bologna
📄 Pubblicazione internazionale su Clinical Neuropharmacology
🏥 Ricerca svolta in collaborazione con il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna